La visione attuale del sistema immunitario e del suo invecchiamento cronologico ed endocrino.
Parte prima
Sommario
Riassumeremo brevemente quanto nelle prossime puntate sarà esposto più in dettaglio
La visione attuale del sistema immunitario: un organo di “senso” adibito a grande sistema di regolazione dell’organismo stesso
Classicamente il sistema immunitario è definito come il sistema dell’organismo adibito alla difesa dalle patologie infettive e dalle tossine che in qualche modo, attraverso cute e mucose siano penetrate nell’organismo. Questa definizione si trova ancora oggi su molti importanti testi fondamentali d’immunologia, anche se le più recenti acquisizioni stanno dimostrando che il campo d’azione del sistema immunitario è ben più ampio.
Premettiamo che, grazie a risultati acquisiti negli ultimi dieci anni, la conoscenza dell’ambito d’azione e delle competenze del sistema immunitario (immunologia) è stata completamente rivoluzionata.
I punti fondamentali della rivoluzione scientifica
Il sistema immunitario come organo di “senso”
Secondo l’odierna visione il sistema immunitario è l’insieme di cellule e strutture molecolari adibite non solo alla difesa dell’organismo da infezioni, tossine, traumi come nella visione classica, ma anche alla difesa da ogni forma di patologia (ad esempio anche oncologica o degenerativa) che si stia instaurando nell’organismo che il sistema, se sano e non invecchiato, è in grado di “sentire”.
Il sistema immunitario sano, infatti, è in grado di percepire l’arrivo e/o l’esistenza di alterazioni patologiche a carico dei diversi sistemi dell’organismo.
Esso è un organo di “senso” in grado di ascoltare una miriade di segnali che provengano dai vari distretti che è in grado di interpretare come indici di alterazioni (a tendenza patologica) dei sistemi (circolatorio, nervoso, endocrino) che compongono l’organismo stesso.
Tali sistemi, infatti, sono intimamente connessi e correlati al sistema immunitario il quale da loro riceve e a loro impartisce comandi grazie ad una gigantesca rete di comunicazione che condivide con gli stessi.
In sintesi il sistema immunitario ha competenze molto più vaste di quelle che gli si attribuivano fino a pochi anni fa.
La risposta immunitaria è sempre sistemica. Il network delle citochine
La risposta immunitaria è normalmente una risposta sistemica di grado più o meno elevato che coinvolge settori del sistema collocati in zone del corpo distanti tra di loro grazie alla gigantesca rete di comunicazione (network) cui abbiamo accennato, costituita dalle citochine ovvero da particolari molecole organiche che ,via sangue ,partendo da distretti molto distanti mette in relazione le cellule che le producono (non necessariamente a primaria funzione immunitaria) con cellule a cui sono indirizzate. La rete delle citochine rappresenta l’insieme dei messaggi che le cellule dei diversi settori del sistema immunitario anche molto distanti, si scambiano tra loro.
Tale rete è ulteriormente amplificata dall’interferenza di altre sostanze biologicamente attive come neurotrasmettitori, ormoni e altre strutture molecolari, che altri sistemi in particolare il neuroendocrino il nervoso e il vascolare producono per comunicare con il sistema immunitario e influenzarlo.
Come vedremo più in là, questa particolare strutturazione del sistema immunitario comporta, come conseguenza, anche il fatto che è possibile agire farmacologicamente e fisiologicamente su strutture periferiche del sistema stesso per indurre una risposta sistemica centrale.
In particolare in caso di deficit /disregolazione del sistema immunitario si può agire su cute e mucose (strutture periferiche dello stesso sistema Sis (skin immune system) o Salt (skin associaded Lymphoid tissue) e Malt (sistema immunitario delle mucose) per ottenere una riattivazione centrale di tutta la risposta immunitaria.
Il sistema immunitario è intimamente connesso agli altri sistemi (nervoso, neuroendocrino, vascolare) che condiziona e dai quali è condizionato.
Abbiamo detto che il sistema immunitario è un organo di “senso” che presiede al controllo non solo dall’aggressione di agenti patogeni ma dall’instaurazione delle altre patologie interne dell’organismo anche di natura non infettiva Esso deve poter recepire ed elaborare i segnali che denunciano la penetrazione di un agente patogeno o un’anomalia patologica degli altri sistemi in modo tale da poter elaborare e impartire i comandi che riportino i vari distretti e l’organismo stesso alla norma nelle stesse condizioni di equilibrio precedenti la perturbazione.
Questo significa che il sistema immunitario partecipa alla regolazione dell’equilibrio dinamico dell’organismo ovvero si comporta da grande sistema di regolazione dell’organismo stesso.
Ripetiamo che il sistema immunitario serve non solo a tutelare l’organismo dagli attacchi di microrganismi estranei o di sostanze tossiche esterne ma a proteggere l’organismo da patologie interne che possano intaccare gli organi e i sistemi che lo compongono.
Il sistema immunitario, infatti, influenza ed è influenzato dallo stato di tutti gli altri sistemi cui è intimamente connesso, o meglio condiziona ed è condizionato da questi altri sistemi grazie alla rete di comunicazione (network)che condivide con gli stessi.
Esso interagisce capillarmente con tutti gli altri sistemi in particolare il sistema nervoso, il neurovegetativo, il neuroendocrino, soprattutto con il sistema ipotalamo-ipofisi-surrene e, infine, con il sistema cardiovascolare.
In particolare, ad esempio, per quanto riguarda le connessioni tra sistema neuroendocrino e sistema immunitario è stato documentato:
· che le cellule più importanti del sistema immunitario ad esempio, i linfociti, sono dotate di recettori per i principali neurotrasmettitori e neuro peptidi (sostanze emesse dal sistema neuroendocrino); i linfociti stessi emettono neurormoni e sostanze attive sul sistema nervoso.
· che la comunicazione tra sistema immunitario e sistema nervoso è bidirezionale: le citochine (messaggeri)rilasciate dal sistema immunitario influenzano l’attività cerebrale che, a sua volta tramite il sistema nervoso periferico (simpatico, parasimpatico, enterico sensoriale )e gli ormoni, influenza l’attività del sistema immunitario.
· l’esistenza di intime connessioni tra fibre nervose e cellule immunitarie che abitano tutti gli organi linfoidi: tali connessioni sono delle vere e proprie giunzioni dette “giunzioni neuroimmunitarie “.
Quanto detto è ormai patrimonio scientifico consolidato in tutto il mondo.
Il sistema immunitario si ammala. La patologia del sistema immunitario nasce da altri sistemi (in particolare neuroendocrino) e investe gli apparati e gli altri sistemi (nervoso, neuroendocrino e vascolare) con effetti devastanti sugli stessi.
Dal momento che il sistema immunitario è potentemente influenzato dal sistema neuroendocrino, soprattutto dal sistema ipotalamo-ipofisi-surrene, può capitare che alterazioni prolungate all’interno di quest’ultimo sistema destabilizzino il sistema immunitario stesso e ne provochino la patologia intesa o:
· come incapacità di assolvere ai suoi compiti secondo le esigenze del distretto o dell’organismo. Tale incapacità definita nella vecchia accezione di “deficit della risposta immunitaria ” è all’origine di tutte le infezioni e della nascita e crescita del cancro
· come disregolazione ovvero alterazione della risposta (“iperattività”nella vecchia accezione) Tale alterazione genera ad esempio le patologie allergiche.
· come “stato di pazzia”in cui il sistema immunitario aggredisce l’organismo stesso (patologie autoimmuni.)
In particolare, alterazioni del sistema immunitario nel senso del deficit dell’attività si riscontrano in tutte le infezioni croniche indipendentemente dalla loro eziologia (virali, micotiche microbiche)e nella nascita e nello sviluppo del cancro, disregolazioni si osservano in tutte le patologie allergiche come asma, atopia e altre, nelle patologie degenerative, nelle patologie dermatologiche, nelle patologie vascolari e cardiovascolari come aterosclerosi, vasculiti, nelle patologie autoimmuni come artrite reumatoide, lupus, sclerosi a placche, sclerodermia sistemica, diabete insulino dipendente, tiroidite di haschimoto, artrite reumatoide, ipertiroidismo (Grave) psoriasi, negli incidenti di gravidanza (aborti), nelle ulcere gastriche, nell’epatite cronica attiva, nella miastenia gravis, e in molte altre in cui la patogenesi immunitaria è stata sicuramente provata.
Significative alterazioni immunitarie sono state verificate nel corso di patologie psichiatriche importanti come la schizofrenia, la depressione, l’anoressia nervosa, il disturbo da panico, i disturbi ossessivi compulsivi, gli stati d’ansia permanenti e in molte altre.
Oggi, l’immunoterapia del cancro che sembrava eresia solo pochi anni fa è una realtà a rapido sviluppo, stessa prospettiva per le malattie degenerative autoimmuni e per finire per l’aterosclerosi.
Patologie vascolari e cancro nel loro insieme costituiscono le più importanti patologie dell’occidente e le prime cause di morte.
Il cuore del sistema immunitario: i linfociti T helper
Come vedremo il cuore del sistema immunitario, ovvero il centro delle difese dell’organismo dalla maggior parte delle patologie non genetiche, risiede all’interno di una sottopopolazione linfocitaria (i linfociti sono una particolare popolazione di cellule immunitarie: la più importante) quella dei T helper; più precisamente nella loro capacità di proliferare e differenziarsi secondo le esigenze del distretto.Una loro alterata differenziazione nei sottotipi Th1/Th2 ma anche Th17 e Tr non secondo le esigenze del distretto è il primum movens dell’insorgenza delle patologie infettive, del cancro, delle patologie infiammatorie croniche, delle patologie allergiche, delle patologie autoimmuni, delle più importanti patologie cardiovascolari e, come abbiamo accennato, di importanti patologie nervose.
La differenziazione del linfocita T helper da uno stato indifferenziato ai sottotipi effettori Th1 o Th2 deve avvenire in maniera funzionale alle esigenze del distretto ovvero in maniera appropriata al tipo di invasore e alla natura dei microrganismi effettori che penetrano le barriere cutanee o delle mucose.Se si tratta di batteri endocellulari , di virus o della formazione di cellule tumorali la differenziazione deve avvenire prevalentemente nel sottotipo effettore Th1. Se questo avviene si attiva la risposta cellulo mediata che utilizza cellule immunitarie in grado di disintegrare , grazie all’emissione di esplosivi (perforine),le cellule infettate o le cellule neoplastiche
Se l’invasione è effettuata da batteri esocellulari (ovvero a ciclo esocellulare ) o da vermi è opportuno che il precursore linfocitario si differenzi prevalentemente nel sottotipo effettore Th2 in grado di indurre la produzione di anticorpi (immunoglobuline) ,molecole che accerchiano l’invasore e ne provocano, con la mediazione di altre importanti molecole immunitarie, la distruzione prima che i microrganismi attacchino la cellula.
Tuttavia la differenziazione del precursore negli effettori è fortemente influenzata dall’ambiente in cui avviene ovvero da fattori ambientali (nutrizione ,vitamine,ormoni)che possono ottimizzarla o,al contrario dirigerla in senso sbagliato .
E’ questo uno dei motivi per cui il sistema endocrino può provocare un’inappropriata risposta immunitaria espressa attraverso un’inappropriata differenziazione nella sottopopolazione Th1/Th2.
Quello che prima si definiva deficit della risposta immunitaria ,alla base dell’instaurarsi delle patologie infettive e del cancro è una situazione caratterizzata da insufficiente differenziazione del precursore T helper nel sottotipo effettore Th1.
Al contrario quell’anomalia della risposta immunitaria che prima veniva definita “iperattività” alla base di patologie infiammatorie croniche e allergiche si è visto essere causata da una disregolazione della differenziazione nei sottotipi effettori nel senso di un’eccessiva polarizzazione in senso Th2. Quanto detto nei paragrafi precedenti è ormai riconosciuto ufficialmente in tutto il mondo.
Da dove proviene la patologia del sistema immunitario? La nostra esperienza
Noi abbiamo motivo di credere, dai risultati ottenuti con la nostra ormai lunga esperienza di ricerca che ci ha fornito moltissime prove in tal senso, che la causa che induce disregolazione della differenziazione della popolazione dei linfociti T helper nei rispettivi distretti in cui avviene sia la stessa causa alla base della disfunzione endoteliale che a sua volta è all’origine delle più importanti patologie cardiovascolari.
La stessa alterazione è alla base del procedere del processo di invecchiamento .
Tale causa, all’origine della patologia immunitaria e quindi della maggioranza delle patologie è infatti una particolare condizione endocrina che interessa anche il distretto in cui avviene la differenziazione linfocitaria .Tale situazione endocrina è molto simile a quella che lentamente e progressivamente s’instaura con il processo di invecchiamento.
Se quanto abbiamo enunciato è vero, dovrebbe essere evidente che, qualora si riuscisse a rimuovere fisiologicamente tale causa, si potrebbe indurre la guarigione della maggioranza delle patologie non genetiche e, come vedremo, ad arrestare il processo di invecchiamento.